Liberare Firenze
La situazione della nostra città è arrivata a un punto drammaticamente critico. In città è palpabile il diffuso tasso di sofferenza e di insofferenza. Le prossime elezioni amministrative sono una grande occasione per voltare decisamente pagina, restituire la voce ai cittadini, segnare una netta discontinuità con gli ultimi 15 anni di amministrazione.
Gli attuali amministratori non sono più in grado di cogliere i veri problemi, di immaginare una città veramente proiettata nel futuro, di elaborare un progetto politico e culturale capace di rispondere alle esigenze dei cittadini, dei più deboli, dei giovani, delle donne, degli anziani e neppure dei ceti realmente produttivi, così come della cultura viva.
La qualità della vita è peggiorata. Il territorio è stato pesantemente saccheggiato a favore della rendita fondiaria; si è privilegiata la scelta delle “grandi opere” invasive e costose e il più delle volte inefficaci, inutili e mal realizzate; il verde urbano è travolto dalla cementificazione; il tasso di inquinamento atmosferico è uno dei più alti d’Italia. Problemi primari come l’emergenza abitativa sono all’ultimo posto della politica; i servizi pubblici sono in grave dissesto e si prosegue sulla strada della privatizzazione dei beni comuni, a partire dall’acqua. Manca un piano dei trasporti e un piano della mobilità cittadina, mentre la sosta è stata mercificata da Firenze Parcheggi. Anziché contrastare i fenomeni di progressivo impoverimento di crescenti fasce di popolazione, si preferisce sanzionare i più deboli; non si affronta in modo adeguato il tema dell’immigrazione, creando disuguaglianza e conflitto.
Ai proclami, ai quali non segue mai niente, si sovrappone il non-ascolto, l’autoritarismo, l’arroganza dei comportamenti, che corrisponde alla povertà della proposta politica e culturale. Appare d’altra parte chiaro come la situazione non sia il prodotto di una degenerazione o di una deviazione di un gruppo ristretto, ma di un vero e proprio sistema trasversale che ha ridotto le amministrazioni locali, dal Comune ai Quartieri, a veri e propri terminali di interessi economico-finanziari costantemente in contrasto con gli interessi più generali della “civitas” e con la difesa dei beni comuni. Questo sistema, ampiamente consolidatosi negli anni, ma che oggi comincia a mostrare consistenti crepe, non risulta riformabile: può essere solo cambiato radicalmente.
In città si è sviluppata un’ampia mobilitazione dei cittadini a difesa dei propri diritti, dei beni comuni, della salute pubblica. È vasto l’insieme di soggettività, di competenze e di operosità che si manifestano nel campo del volontariato, delle associazioni, della cultura, dell’economia e nella stessa politica, in genere fuori dai tradizionali partiti. Ma questo non è sufficiente. Occorre uscire al più presto dalla situazione di drammatico ristagno.
Si fa avanti vigorosa la richiesta di una speranza, la richiesta di realizzare una nuova idea di città, intesa in senso fisico e umano, di rapporti armonici e di dignità, di accoglienza e di progettualità diffusa; a questa si accompagna anche l’esigenza di nuove forme della politica.
Di fronte all’incapacità del sistema attuale dei partiti, pensiamo che l’unica vera opportunità di svolta possa essere rappresentata da uno schieramento elettorale di cittadini attivi, sulla base di un corretto principio di trasversalità, cioè fondato sulla condivisione del modo di affrontare e costruire soluzioni dei più importanti problemi che gravano sulla vita della città e dei cittadini e sul loro futuro.
Per cominciare a confrontarci su un futuro diverso per Firenze, per far emergere tutte le energie positive che possono cambiare questa città,
incontriamoci il …..







